LA STORIA DI RAOUT

Volevo qualcosa di meglio delle Note.

Raout è nato da un problema molto normale. Sapevo già come volevo allenarmi, ma volevo che fosse l’app a ricordarsi le cose noiose al posto mio.

Sviluppato dopo il lavoro e nei weekend(soprattutto di notte)

01

Le Note erano veloci, ma non ricordavano niente

Mi alleno da anni e sono anche uno sviluppatore.

Per molto tempo, per segnarmi gli allenamenti, ho usato semplicemente le Note del telefono. In fondo mi serviva una cosa abbastanza banale: ricordarmi cosa avevo fatto e segnare pesi, serie e ripetizioni.

Il problema è che, viaggiando spesso e organizzando i giorni di allenamento in modo abbastanza dinamico, capitava addirittura che non mi ricordassi se l’ultima volta avessi fatto Workout A, B o C e quindi quale dovessi fare quel giorno.

Per non parlare dei pesi.

A volte mi scazzavo e mi dimenticavo di segnare qualcosa, altre volte non ricordavo esattamente cosa avessi fatto la volta precedente e, usando le Note, non avevo nemmeno uno storico vero da consultare.

Stessa cosa per i recuperi. Non avevo nessuna voglia di aprire ogni volta un timer sul telefono, quindi finivo per guardare i minuti sull’orologio o andare semplicemente a sentimento.

Nel tempo ho provato diverse app per il tracking, dalle più famose a quelle molto più piccole.

E continuavo a ritrovarmi più o meno davanti allo stesso tipo di struttura e allo stesso modo di gestire l’allenamento.

Non dico che sia sbagliato, semplicemente non era quello che volevo io, anche per tutte le mie fisime.

02

Quello che volevo davvero

A me serviva qualcosa di molto più diretto.

Volevo impostare una volta la mia scheda con una struttura semplice:

Scheda›
Giorni›
Esercizi

E da quel momento non doverci più pensare.

Apro l’app e mi deve dire cosa viene dopo. Workout A, START. La volta successiva, Workout B, START.

Raout

Workout ASTART

Raout

Workout BSTART

Così non devo nemmeno ricordarmi quale allenamento avevo fatto l’ultima volta o quale tocchi oggi. Lo deve ricordare l’app al posto mio.

Lo stesso vale dentro l’allenamento.

Quando arrivo a un esercizio voglio trovarmi davanti le serie già pronte, con i valori che avevo impostato quando ho creato la scheda oppure direttamente con quelli che avevo usato la volta precedente.

In pratica, quando tocca fare quell’esercizio, devo avere letteralmente sotto gli occhi quello che avevo fatto l’ultima volta.

Se oggi faccio la stessa cosa, completo la serie e basta.

Se cambia qualcosa, aggiorno il valore.

E soprattutto non volevo dover usare continuamente la tastiera.

Nella maggior parte dei casi durante un allenamento non devi riscrivere mezzo mondo. Aggiungi una serie, fai una o due reps in più, aumenti di un paio di kg.

Volevo poter fare queste cose con un dito, velocemente, anche mentre tengo il telefono come capita tra una serie e l’altra.

03

Uno storico che riuscissi davvero a leggere

Anche per lo storico avevo un problema con praticamente tutte le app che avevo provato.

Ho sempre odiato il modo in cui vengono riempite di grafici, statistiche e metriche. Spesso apri una schermata e non capisci nemmeno più cosa dovresti guardare. Metà delle informazioni, almeno per me, sembrano lì semplicemente per riempire l’app.

A me serviva una cosa molto più semplice.

Volevo capire in che direzione stavo andando con i carichi.

Per questo ho scelto di concentrarmi principalmente sul tonnellaggio, affiancato da peso e volume, in modo da avere pochi numeri ma utili per capire come sta evolvendo il mio allenamento.

04

So già come voglio allenarmi

Mi alleno già da anni e ho la mia routine.

Non voglio AI in mezzo ai piedi che mi dica come allenarmi, non voglio programmi generati automaticamente e non mi interessa trasformare tutto in gamification.

Voglio allenarmi.

E voglio che l’app mi tolga roba dalla testa invece di aggiungermene altra.

05

Quindi me lo sono costruito

Quindi, purtroppo, a un certo punto mi sono messo a sviluppare io quello che volevo.

È nato così Raout.

Dico “purtroppo” perché ormai mi sta togliendo una quantità abbastanza ridicola di notti. Lo sviluppo dopo il lavoro, la sera e nei weekend.

Ovviamente sono completamente biasato, visto che l’ho fatto io.

Ma allo stesso tempo mi considero anche un utente estremamente esigente e abbastanza rompicazzo. Uso Raout realmente per allenarmi e ogni piccola cosa che mi rallenta o mi dà fastidio finisce inevitabilmente sotto la lente.

E continuo a pensare di non poter essere l’unico ad avere questa necessità.

06

Come decido cosa entra in Raout

Nel tempo ho aggiunto diverse funzionalità e parecchie piccole finezze che mi sono state richieste dagli utenti, ma cerco sempre di valutarle prima con una domanda molto semplice:

“Questa cosa rende più semplice allenarsi oppure rende l’app più pesante?”

Se una feature aggiunge possibilità ma contemporaneamente rende meno immediato il gesto base di aprire l’app, allenarsi e segnare quello che si è fatto, per me probabilmente non ne vale la pena.

Quando invece una richiesta ha senso cerco di shipparla il più velocemente possibile, perché una delle cose a cui tengo di più è rendere il tracking meno fastidioso anche per le altre persone che usano Raout.

07

Offline, niente pubblicità, prezzi fair

L’app funziona offline e sincronizza i dati sul server quando c’è connessione.

Ho anche cercato di lasciare quanta più libertà possibile nella versione gratuita.

Ovviamente server, dominio e tutto quello che serve per tenere in piedi il progetto hanno dei costi, senza considerare tutto il tempo che ci sto mettendo.

In più sono estremamente contrario alle pubblicità dentro le app.

È un mio kink, lol.

Quindi ho preferito evitare completamente quel modello e cercare invece di mantenere i prezzi del premium bassi e, secondo me, fair.

L’obiettivo è molto semplice: riuscire almeno a rientrare nei costi del progetto e, magari, ogni tanto pagarmi una cena come premio per tutte le notti che Raout mi ha fatto perdere :D

08

Alla fine Raout è nato per questo

Alla fine Raout è nato per questo.

Non perché pensassi che al mondo servisse semplicemente un’altra fitness app.

Mi serviva qualcosa che mantenesse la velocità e la libertà delle Note, ma che si ricordasse al posto mio cosa devo fare, cosa avevo fatto e con quali valori.

Qualcosa che mi aiutasse a tracciare l’allenamento senza trasformare il tracking nell’ennesimo stress della vita.

Qualcosa che mi aiutasse a tracciare l’allenamento senza trasformare il tracking nell’ennesimo stress della vita.

Gianmarco

Quello dietro Raout, ormai sempre più senza sonno.

Raout

Prova il tracker che volevo per me.

Raout è disponibile su iOS e Android. Il core funziona offline e non ci sono pubblicità.

Download on the App StoreGet it on Google Play